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Liberiamo dalle catene i cani dell’Altopiano di Asiago

Nell’Altopiano di Asiago (Altopiano dei Sette Comuni) centinaia di cani sono detenuti con catene spesso molto corte, con ripari inadeguati, casette fatiscenti, senza alcuna protezione dal gelo che in questi mesi raggiunge nell’Altopiano temperature estremamente rigide.

In alcune situazioni si ravvisa un vero e proprio maltrattamento e la detenzione degli animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze. Il gelo, la mancanza di ripari adeguati, acqua costantemente ghiacciata durante l’inverno, catene, recinti inadatti, sono evidentemente incompatibili con la natura degli animali che meritano una vita dignitosa e il rispetto dovuto ad ogni essere vivente.

I Sindaci, attraverso le forze dell’ordine (carabinieri, forestali, polizia municipale, ecc.), hanno strumenti dati dalla legge per intervenire e porre fine a queste assurde sofferenze.

L’attività di controllo non può ricadere esclusivamente sui volontari.

Chiediamo ai Sindaci di far rispettare la legge e di esprimersi pubblicamente sul grave episodio di aggressione avvenuto ai danni di due Guardie Zoofile dell’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) che erano intervenute per far applicare leggi esistenti.

In data 16 gennaio 2021, due Guardie Zoofile sono state aggredite a Camporovere di Roana durante un controllo per 4 cani detenuti a catena in un’azienda agricola. Nella violenta aggressione da parte dei proprietari degli animali, le due guardie hanno riportato lesioni con prognosi di 10 giorni per l’uomo e di una settimana per la donna. Ad aggravare il tutto la violenza su una donna picchiata brutalmente e l’accanirsi sull’uomo, già a terra, da parte di 3 persone a calci e pugni. L’uomo ha anche perso conoscenza.

Inoltre i proprietari hanno liberato i cani dalle catene nel tentativo di aizzarli contro le guardie: i cani liberi sono scappati in strada, mettendo in pericolo loro stessi ed i passanti.

Ricordiamo che le Guardie Zoofile ENPA sono Pubblici Ufficiali e con qualifica di Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria per gli animali d’affezione.

É ora di dire basta! Non parliamo di casi isolati, ma di una situazione che, specie in certi ambienti, è la regola. Situazioni troppo spesso “tollerate” dalle istituzioni che non fanno nulla o quasi per portare un minimo di dignità a questi animali.

Non c’è nulla da inventare, le leggi ci sono, basta applicarle, quella che è mancata finora è stata la volontà di farle rispettare.

LR n. 17 del 19 giugno 2014

“Al proprietario o al detentore anche temporaneo di animali di affezione è vietato l’utilizzo della catena o di qualunque altro strumento di contenzione similare, salvo che per ragioni sanitarie o per misure urgenti e solamente temporanee di sicurezza, documentabili e certificate dal veterinario curante.”

Art. 727 Codice Penale

“Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.

Art. 544 ter Codice Penale

“Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale.”

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